Tra montagne, riserve naturali e tradizioni millenarie, l’antico Swaziland sorprende con la sua ospitalità, la vivacità culturale e un patrimonio naturale intatto. Piccolo ma autentico, l’Eswatini è l’Africa in miniatura.
Stretto tra Sudafrica e Mozambico, questo minuscolo regno – ex Swaziland – è uno dei Paesi più piccoli del continente africano. Ma chi lo attraversa scopre presto che le sue dimensioni ridotte non corrispondono alla ricchezza di paesaggi, culture e tradizioni che custodisce. Montagne nebbiose, valli fertili, riserve abitate da rinoceronti, mercati colorati e cerimonie reali: l’Eswatini concentra in un territorio di appena 17.000 chilometri quadrati l’essenza stessa dell’Africa australe. È un luogo dove la vita scorre con calma, dove l’accoglienza è genuina e dove il visitatore può avvicinarsi all’anima profonda del Paese senza la folla del turismo di massa. Di seguito, abbiamo selezionato una serie di esperienze e luoghi imperdibili per chi vuole scoprire il volto più autentico del regno. E 15 consigli pratici che vi permetteranno di vivere al meglio il vostro viaggio.

Mbabane, capitale tra le colline
Immersa tra le dolci colline dell’altopiano dell’Eswatini, Mbabane è la capitale amministrativa del regno e una tappa imprescindibile per il viaggio. Con un clima mite tutto l’anno e un’atmosfera tranquilla, Mbabane è il punto di partenza perfetto per esplorare le meraviglie naturali e culturali del Paese. Nonostante le sue dimensioni contenute, Mbabane offre un interessante mix tra modernità e tradizione. Passeggiando per il centro si incontrano mercati locali pieni di colori e profumi, dove si possono acquistare artigianato swazi, tessuti, sculture in legno e prodotti freschi. Il Mercato Tradizionale di Mbabane è uno dei luoghi più vivaci della città, ideale per chi ama immergersi nella cultura locale. Per una pausa rilassante, il vicino giardino botanico accanto al Parliament Park regala scorci panoramici e sentieri ombreggiati, perfetti per una passeggiata immersi nella natura. Gli amanti del trekking troveranno invece nel vicino Parco Naturale di Malolotja uno dei paesaggi più spettacolari dell’Africa australe, a meno di un’ora dalla città. Mbabane è anche un centro culturale in crescita. Piccole gallerie d’arte, caffè con musica dal vivo e istituzioni culturali come l’Alliance Française offrono eventi e mostre che raccontano il volto contemporaneo dell’Eswatini. Sebbene non sia una metropoli frenetica, la città conserva un fascino discreto e accogliente, che riflette lo spirito gentile del popolo swazi. Ben collegata alle principali vie di comunicazione del Paese e situata a breve distanza dal confine sudafricano, Mbabane è una destinazione da non trascurare: un angolo d’Africa dove la natura, la cultura e l’ospitalità si incontrano con semplicità e autenticità.

La Riserva di Mlilwane: cuore verde del regno
È il primo parco naturale istituito in Eswatini e uno dei più accessibili. Situata tra le colline di Ezulwini, la “Valle del Paradiso”, la riserva di Mlilwane è una meraviglia di biodiversità, con savane dorate, laghetti e montagne che si possono esplorare a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Non ci sono grandi predatori, quindi i visitatori possono muoversi liberamente tra zebre, impala, facoceri e antilopi, immergendosi in un contatto diretto con la natura.
I lodge all’interno della riserva sono costruiti in stile tradizionale, con tetti di paglia e fuochi accesi la sera: un’atmosfera che ricorda l’Africa di un tempo.
Mlilwane è anche un luogo simbolico: nacque grazie a Ted e Elizabeth Reilly, pionieri della conservazione in Swaziland, che negli anni ’60 trasformarono la loro fattoria in un santuario per la fauna minacciata. Oggi è un modello di ecoturismo gestito in armonia con le comunità locali.

Ezulwini Valley: la valle degli dei e dei re
Tra la capitale amministrativa Mbabane e la città di Manzini si estende la Ezulwini Valley, chiamata la “valle del cielo”. È qui che batte il cuore del Paese: un susseguirsi di villaggi, resort, gallerie d’arte, mercati artigianali e antichi santuari reali.
La valle ospita la Lobamba Royal Village, sede del Parlamento e del Museo Nazionale, dove si può ripercorrere la storia del regno e scoprire i rituali dell’etnia swazi. Poco lontano si trova il Santuario di Mantenga, con le sue splendide cascate e un villaggio culturale che ricostruisce fedelmente la vita tradizionale, con capanne circolari, danze rituali e dimostrazioni di artigianato.
È anche la zona ideale per vivere gli eventi più importanti del calendario swazi, come la cerimonia dell’Umhlanga, la danza delle canne, durante la quale migliaia di giovani donne sfilano davanti al re in abiti tradizionali, celebrando la purezza e l’unità del popolo. Un’esperienza intensa, di grande valore simbolico.

Phophonyane Nature Reserve: tra cascate e spiriti antichi
Nel nord-ovest del Paese, vicino alla città di Piggs Peak, si trova una delle aree più affascinanti dell’Eswatini: la Phophonyane Nature Reserve. Qui la natura si mostra in tutta la sua bellezza: foreste pluviali, orchidee selvatiche, farfalle variopinte e le spettacolari cascate Phophonyane, che precipitano tra rocce di oltre 3 miliardi di anni, tra le più antiche della Terra.
Secondo una leggenda locale, le acque del fiume Phophonyane sono le lacrime di una fanciulla trasformata in cascata dagli spiriti per la sua bellezza e bontà: un racconto che dà al luogo un’aura di misticismo.
La riserva è un paradiso per escursionisti e amanti del birdwatching: più di 240 specie di uccelli popolano la zona, tra cui il raro turaco viola. I lodge in legno immersi nella foresta offrono un soggiorno romantico, avvolto dal suono costante dell’acqua.

Hlane Royal National Park: i giganti del bush
Per chi sogna l’incontro con i grandi mammiferi africani, il Parco Reale di Hlane è la destinazione perfetta. Si trova nella parte orientale del Paese ed è la più vasta riserva di Eswatini. Qui vivono rinoceronti bianchi e neri, elefanti, leoni e leopardi, oltre a centinaia di specie di uccelli.
I safari si svolgono in fuoristrada o a piedi, accompagnati da ranger esperti che raccontano la storia del parco e i progetti di conservazione avviati in collaborazione con le comunità locali.
Hlane, che in lingua siswati significa “deserto”, appartiene ancora oggi alla famiglia reale, che ne sostiene la protezione come simbolo di orgoglio nazionale. All’alba e al tramonto, la luce trasforma il bush in un mare dorato: è uno dei luoghi più fotografati del Paese.

Ngwenya e le miniere più antiche del mondo
Ai piedi dei monti Malolotja, vicino al confine con il Sudafrica, sorge Ngwenya, piccolo villaggio noto per le sue miniere preistoriche, considerate tra le più antiche del mondo. Scavi archeologici hanno rivelato che qui si estraeva ematite già 43.000 anni fa, usata per riti e pigmenti.
Il Ngwenya Visitor Centre racconta questa storia millenaria con pannelli, reperti e percorsi guidati nelle antiche gallerie. Poco distante si trova anche la Ngwenya Glass Factory, un’attrazione contemporanea ma altrettanto affascinante: una cooperativa di artigiani che realizza oggetti e sculture in vetro riciclato, soffiato a mano davanti ai visitatori.
Un bellissimo esempio di turismo sostenibile, dove passato e futuro si incontrano nel segno della creatività.

Malolotja Nature Reserve: l’Africa primordiale
Per gli amanti dell’avventura, la Malolotja Nature Reserve rappresenta la quintessenza del paesaggio africano incontaminato. È una delle riserve montane più spettacolari dell’Africa australe: 18.000 ettari di praterie, gole e foreste dove vivono antilopi, zebre e il raro alce dei monti.
I sentieri escursionistici si snodano tra panorami mozzafiato fino alle Malolotja Falls, le cascate più alte del Paese, che precipitano per oltre 90 metri in un canyon profondo.
Qui non esistono strade asfaltate né connessione telefonica: è un luogo di silenzio e isolamento assoluto, ideale per chi cerca un contatto autentico con la natura. Gli amanti dell’adrenalina possono provare anche la zip-line di Malolotja Canopy Tour, che attraversa gole e boschi a oltre 50 metri d’altezza, offrendo una prospettiva aerea indimenticabile.

La Monarchia dell’Eswatini: storia, costumi e curiosità
L’Eswatini, conosciuto fino al 2018 come Swaziland, è una delle ultime monarchie assolute al mondo. Situato nell’Africa meridionale, tra il Mozambico e il Sudafrica, questo piccolo regno ha saputo mantenere una profonda identità culturale, pur confrontandosi con le sfide del mondo contemporaneo. La monarchia dell’Eswatini ha radici antiche, risalenti al XVIII secolo, quando il popolo swazi, guidato dal re Ngwane III, si stabilì nell’attuale territorio. La dinastia Dlamini, tuttora al potere, ha governato ininterrottamente da allora. Il Paese divenne protettorato britannico nel 1903 e ottenne l’indipendenza nel 1968, mantenendo la monarchia come forma di governo. L’attuale sovrano, Re Mswati III, è salito al trono nel 1986. È uno dei pochi monarchi assoluti rimasti: detiene un enorme potere politico e religioso, e nomina il primo ministro, i giudici e gran parte del parlamento. La cultura swazi è fortemente legata alla monarchia e alla tradizione.

Uno degli eventi più emblematici è l’Umhlanga, o “Reed Dance”: una cerimonia annuale in cui migliaia di giovani donne nubili danzano davanti al re, vestite con abiti tradizionali e canne di giunco, per celebrare la purezza, la femminilità e la coesione nazionale. Un’altra celebrazione importante è l’Incwala, la “Festa del Primo Frutto”, che segna il raccolto ed è al tempo stesso una cerimonia di rinnovamento del potere del re. È un evento profondamente spirituale e riservato, con rituali che coinvolgono il popolo e l’intera famiglia reale. Re Mswati III ha il diritto di scegliere nuove mogli proprio durante l’Umhlanga, e ne ha avute più di una decina nel corso degli anni.

La monarchia è fortemente radicata anche nel simbolismo: il leone rappresenta il re, mentre l’elefante simboleggia la regina madre, una figura altrettanto centrale nel potere, custode dell’aspetto spirituale della sovranità. Non a caso, nell’Eswatini il potere è condiviso tra il re e la regina madre, conosciuta come Ndlovukati. Un’altra curiosità riguarda il nome stesso del Paese: nel 2018, in occasione del 50º anniversario dell’indipendenza, il re ha deciso di sostituire il nome “Swaziland” con “Eswatini”, ritenendolo più rappresentativo dell’identità nazionale e libero da influenze coloniali. La monarchia dell’Eswatini è spesso al centro di critiche internazionali per la mancanza di democrazia, le limitazioni alla libertà di stampa e le difficili condizioni economiche della popolazione. Tuttavia, per molti swazi, la figura del re resta sacra, simbolo di stabilità e continuità culturale. In bilico tra tradizione e cambiamento, l’Eswatini rappresenta un caso unico nel panorama mondiale: un piccolo regno dove il tempo scorre ancora al ritmo dei riti, delle danze e della storia.

Consigli pratici
Visitare l’Eswatini significa riscoprire un’Africa accogliente, a misura d’uomo, dove il ritmo lento della vita quotidiana si intreccia con la grazia dei paesaggi e la forza delle tradizioni.
Dai canti rituali di Lobamba ai silenzi delle montagne, dai sorrisi dei bambini nei villaggi ai tramonti infuocati delle riserve, tutto qui sembra dire che la bellezza sta nelle piccole cose. Come scrisse un viaggiatore britannico del secolo scorso: “In Swaziland non incontri l’Africa selvaggia, ma l’Africa viva”. E ancora oggi, nel cuore di questo minuscolo regno, quella frase conserva tutta la sua verità. Ecco un elenco di 15 consigli pratici e informazioni essenziali per un viaggiatore italiano che intende visitare l’Eswatini (ex Swaziland).
- Come arrivare
Non esistono voli diretti dall’Italia. L’opzione più comoda è atterrare a Johannesburg (Sudafrica) e da lì proseguire in auto (noleggiabile in aeroporto) o bus (5–6 ore di viaggio) fino al confine di Ngwenya o Lavumisa. - Documenti e visti
Per i cittadini italiani non è richiesto il visto d’ingresso per soggiorni turistici inferiori a 30 giorni. Serve un passaporto con validità residua di almeno sei mesi. - Valuta e pagamenti
La valuta locale è il Lilangeni (SZL), equivalente al Rand sudafricano (ZAR), che circola liberamente. Bancomat e carte di credito sono accettati nelle città principali, ma conviene avere contanti nelle aree rurali. - Lingua
Le lingue ufficiali sono siswati e inglese, parlato quasi ovunque. Un sorriso e un “Sawubona” (ciao) aprono sempre le porte! - Quando andare
Il periodo migliore va da maggio a settembre, durante la stagione secca: giornate limpide, clima mite e perfette condizioni per safari ed escursioni. - Clima e abbigliamento
L’Eswatini ha un clima variabile: fresco e montano a ovest, caldo e umido a est. Servono abiti leggeri, ma anche una giacca per la sera e scarpe da trekking. - Spostamenti interni
Le distanze sono brevi e le strade principali asfaltate. Si può guidare con patente internazionale (volante a destra). Attenzione agli animali sulla carreggiata, soprattutto di notte. - Salute e sicurezza
Nessun vaccino obbligatorio, ma è consigliata la profilassi antimalarica nelle zone basse (Lubombo, Hlane). Evitare di bere acqua non imbottigliata. Il Paese è generalmente sicuro e accogliente, tuttavia prima della partenza si suggerisce di consultare il sito Viaggiare Sicuri costantemente aggiornato dal nostro Ministero degli Affari Esteri. - Alloggi e ospitalità
Dai lodge nei parchi naturali ai boutique hotel di Mbabane, l’offerta è ampia e curata. Molte strutture sono gestite da comunità locali o organizzazioni di conservazione. - Cibo e cucina
Assaggia il sishwala (polenta di mais), il braai (grigliata all’aperto) e la birra di sorgo La cucina swazi è semplice ma saporita, spesso condivisa in un’atmosfera conviviale. - Tradizioni e cultura
Rispetta le usanze locali: evita abiti troppo succinti nei villaggi, chiedi sempre il permesso prima di fotografare persone o cerimonie.
Se visiti l’Eswatini durante l’Umhlanga (Reed Dance) o l’Incwala, assisti con rispetto: sono riti identitari, non spettacoli turistici. - Souvenir e artigianato
L’Eswatini è famosa per i mercati di cesti intrecciati, tessuti colorati, sculture in legno e vetro soffiato di Ngwenya. Acquistare prodotti locali sostiene le comunità artigiane. - Allargare gli orizzonti
Un’ottima idea è unire il viaggio in Eswatini a un itinerario nel Sudafrica orientale, tra il Mpumalanga, la Panorama Route e il Parco Kruger, distante solo poche ore di auto. In questo modo si può vivere un’esperienza completa: dai villaggi tradizionali swazi ai grandi safari africani, passando per paesaggi mozzafiato come il Blyde River Canyon. - Con chi
Per chi desidera vivere l’Eswatini in sicurezza e senza stress, è consigliato rivolgersi a African Explorer, tour operator italiano specializzato in viaggi nel continente africano.
Propone itinerari autentici, accompagnatori esperti e strutture selezionate con cura, permettendo di scoprire il piccolo regno con tranquillità e spirito d’avventura. - Curiosità finale
Nonostante le dimensioni ridotte, l’Eswatini possiede 4 parchi nazionali, 66 aree protette e una delle popolazioni più sorridenti dell’Africa australe. Un piccolo regno, ma con un cuore immenso.

