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Egitto: sorpresa Mar Rosso, non solo resort all-inclusive

Mar Rosso: basta pronunciarne il nome perché affiorino immagini nitide, quasi abbaglianti. La barriera corallina tra le più spettacolari al mondo, le spiagge chiare lambite da un’acqua trasparente, le palme che si piegano al vento caldo e, alle spalle, il profilo severo del deserto. È una delle grandi icone del viaggio contemporaneo, sinonimo di relax e mare cristallino.

Per molti rappresenta soprattutto l’ingresso in un universo di resort affacciati sull’acqua, dove lasciarsi coccolare tra comfort, piscine e formule all inclusive. Le proposte dei tour operator sono numerose – come quelle di African Explorer – e permettono di vivere una vacanza senza pensieri. Eppure la regione del Mar Rosso egiziano è molto più di questo scenario perfetto e rassicurante.

Dietro l’immagine da cartolina si nasconde un territorio complesso, fatto di città portuali antiche, comunità beduine, parchi naturali, siti archeologici e tratti di costa ancora selvaggi. È una frontiera dove il deserto incontra il mare e dove, sotto la superficie, si dispiega uno degli ecosistemi marini più ricchi del pianeta. Non solo cocktail a bordo piscina e buffet internazionali, dunque, ma un mosaico di esperienze che parlano di natura, storia e culture di confine.

Lungo questa costa – dalla penisola del Sinai fino al profondo sud – si snodano località molto diverse tra loro. Alcune sono diventate icone del turismo internazionale, altre restano più defilate e selvagge. Ma in ognuna si può scegliere una via alternativa, fatta di piccoli lodge, immersioni responsabili, incontri con pescatori, camminate nel deserto e serate semplici sotto le stelle. È questa la prospettiva che guida il racconto che segue.

Il Mar Rosso egiziano può essere un semplice scenario da cartolina o diventare un viaggio nella natura e nella storia. Dipende dalle scelte del viaggiatore. Chi decide di uscire dai percorsi standard scoprirà una costa complessa, viva, ancora capace di sorprendere.

Per questo abbiamo preparato una guida alle principali destinazioni del Mar Rosso, mettendo in risalto gli aspetti culturali e naturalistici che spesso restano in secondo piano. Perché qui c’è un mondo da esplorare, sopra e sotto l’acqua.

Hurghada: oltre il resort

Hurghada è stata per anni sinonimo di turismo organizzato, charter europei e grandi strutture affacciate su spiagge perfettamente curate. Eppure, sotto questa superficie ordinata, la città conserva un cuore marinaro e una geografia naturale sorprendente. Il tratto di costa su cui sorge è protetto da isole coralline e bassi fondali che creano una tavolozza di turchesi e blu profondissimi. La luce qui è quasi abbagliante: nelle giornate limpide, che sono la norma, il mare sembra trasparente come vetro liquido.

Chi si limita al perimetro del villaggio rischia di non accorgersi che al largo si trova un arcipelago di isolotti sabbiosi e reef tra i più accessibili del Mar Rosso. Le escursioni verso le Giftun, ad esempio, conducono in zone dove la barriera corallina si sviluppa a pochi metri dalla superficie. Nuotare sopra i coralli duri, osservare i pesci farfalla e le cernie che si muovono tra anemoni e gorgonie, è un’esperienza che non richiede necessariamente brevetti subacquei: basta una maschera, un boccaglio e la consapevolezza di trovarsi in un ecosistema delicatissimo.

Hurghada, però, non è solo mare. La città si è espansa rapidamente negli ultimi decenni, attirando lavoratori da tutto l’Egitto. Questo significa che, allontanandosi dalle zone più turistiche, si incontrano quartieri popolari, mercati, piccole moschee di quartiere e caffè dove gli uomini giocano a domino sorseggiando tè nero forte. Passeggiare nel souk, contrattare per spezie o tessuti, fermarsi a mangiare pesce fresco in un ristorante frequentato soprattutto da egiziani permette di uscire dalla bolla internazionale.

Per un viaggiatore italiano che voglia vivere Hurghada in modo alternativo, la scelta dell’alloggio è già una dichiarazione di intenti. Esistono piccole guesthouse e boutique hotel gestiti da famiglie locali o da espatriati che hanno scelto di vivere qui stabilmente. Sono strutture semplici ma curate, spesso con terrazze affacciate sul mare o cortili interni ombreggiati. Il periodo migliore per visitare la zona resta quello compreso tra ottobre e aprile, quando le temperature sono calde ma non torride e il vento rende l’aria più respirabile. In estate il caldo può essere intenso, ma chi lo tollera viene ripagato da un mare calmissimo e da una minore affluenza.

Sharm el-Sheikh: icona subacquea

Sharm el-Sheikh è stata per anni il simbolo del turismo balneare egiziano. Situata all’estremità meridionale della penisola del Sinai, dove il Golfo di Aqaba e il Golfo di Suez si incontrano, è circondata da paesaggi aspri, montuosi, quasi lunari. Qui il deserto non è piatto, ma inciso da rilievi frastagliati che cambiano colore con il passare delle ore.

Sotto la superficie del mare si trova uno dei patrimoni naturalistici più celebri del pianeta. Il Ras Mohammed National Park rappresenta il gioiello di questa zona: una riserva marina dove le correnti portano nutrienti che alimentano una biodiversità straordinaria. Le pareti verticali che precipitano nel blu, i giardini di corallo, i banchi di carangidi e barracuda in movimento continuo fanno di queste acque un santuario per subacquei esperti e principianti. Poco distante, il relitto della SS Thistlegorm giace sul fondo come un museo sommerso della Seconda guerra mondiale, visitato da sub provenienti da ogni parte del mondo.

Ma anche qui, al di là dei grandi resort e della movida di Na’ama Bay, esiste una dimensione alternativa. Il Sinai è terra beduina, e molte famiglie locali organizzano escursioni nel deserto che non sono semplici gite in quad, ma vere immersioni nella cultura del luogo. Dormire in un campo beduino lontano dalle luci della città, ascoltare racconti attorno al fuoco, osservare un cielo stellato di una limpidezza rara significa entrare in contatto con una tradizione millenaria.

Per il viaggiatore italiano è importante informarsi sulle condizioni di sicurezza e sulle eventuali restrizioni, che negli anni sono cambiate. Oggi Sharm è una destinazione ben controllata, con aeroporto internazionale collegato stagionalmente a diverse città italiane. Anche qui la scelta può cadere su piccoli hotel nel quartiere di Hadaba o in zone meno centrali, per vivere la città con maggiore autonomia. Muoversi in taxi è semplice e poco costoso, ma è buona norma concordare il prezzo prima della corsa.

Dahab: spirito libero tra mare e deserto

Dahab è spesso descritta come l’anima alternativa del Mar Rosso, e non è un’esagerazione. Un tempo piccolo villaggio di pescatori, negli anni Settanta e Ottanta è diventata rifugio di viaggiatori indipendenti, subacquei, artisti e spiriti nomadi. Ancora oggi conserva un’atmosfera rilassata che la distingue nettamente da Sharm.

Il suo lungomare è una successione di caffè con cuscini colorati, ristorantini affacciati sull’acqua e piccoli centri diving. Qui non servono grandi barche per raggiungere i siti di immersione: il celebre Blue Hole è raggiungibile via terra e offre uno dei panorami sottomarini più spettacolari del Mar Rosso, con un’apertura nel reef che scende in profondità vertiginose. È un luogo che impone rispetto, soprattutto ai sub meno esperti, ma che affascina per la sua potenza naturale.

Dahab è anche un punto di partenza per esplorare canyon e wadi nel deserto del Sinai. Escursioni a piedi o in jeep conducono a oasi nascoste, formazioni rocciose scolpite dal vento e silenzi assoluti. L’incontro con le comunità beduine qui è più diretto e meno filtrato dal turismo di massa. Molte famiglie gestiscono piccoli campi sulla costa o nel deserto, dove si può dormire in capanne semplici e condividere pasti tradizionali.

Per un italiano abituato a ritmi più frenetici, Dahab è un invito a rallentare. Le sistemazioni spaziano da ostelli spartani a boutique hotel eco-friendly. La connessione internet è diffusa, e negli ultimi anni la città ha attirato anche nomadi digitali. Il periodo migliore resta la primavera e l’autunno, quando il clima è mite e il vento rende ideali le condizioni per windsurf e kitesurf.

Marsa Alam: relax e stupore

Marsa Alam rappresenta per molti la promessa di un Mar Rosso meno antropizzato. Situata molto più a sud rispetto a Hurghada, è circondata da ampi tratti di costa ancora poco edificati. Qui il deserto arriva fino al mare senza mediazioni, e le spiagge possono essere quasi deserte anche in alta stagione.

Dal punto di vista naturalistico, l’area è celebre per la presenza di tartarughe marine che si nutrono nelle praterie di fanerogame e, in alcuni periodi dell’anno, per l’avvistamento di delfini e dugonghi. Le immersioni si svolgono spesso in reef meno battuti, dove la barriera corallina appare più integra e ricca di vita.

Il rischio, anche qui, è chiudersi nei grandi resort che punteggiano la costa. Tuttavia, negli ultimi anni sono nati eco-lodge e campi tendati che puntano su un turismo più responsabile. Strutture costruite con materiali locali, attenzione al consumo d’acqua, collaborazione con guide del posto: sono scelte che permettono di ridurre l’impatto ambientale e di avere un contatto più diretto con il territorio.

Per arrivare a Marsa Alam si può volare direttamente sull’aeroporto locale oppure atterrare a Hurghada e proseguire via terra. Le distanze sono ampie, e noleggiare un’auto può offrire maggiore libertà. Il clima è caldo tutto l’anno, ma l’inverno è particolarmente piacevole per chi desidera fuggire dal freddo europeo.

Ras Mohammed: laboratorio vivente

Il Ras Mohammed National Park merita un approfondimento a sé, perché non è soltanto una tappa per immersioni, ma un vero laboratorio vivente di biodiversità. Situato all’estremità meridionale del Sinai, protegge sia ambienti marini sia zone desertiche e lagune costiere.

Le correnti che si incontrano in questo punto creano condizioni ideali per la crescita dei coralli. Le pareti sottomarine ospitano spugne giganti, alcionari dai colori accesi e una moltitudine di pesci pelagici. Ma anche restando in superficie, con una semplice maschera, si percepisce la ricchezza di questo ecosistema. Sulla terraferma, mangrovie e saline naturali attirano uccelli migratori e offrono un paesaggio quasi surreale.

Visitare Ras Mohammed significa anche confrontarsi con il tema della conservazione. L’ingresso è regolamentato e le guide insistono – giustamente – sul divieto di toccare o prelevare qualsiasi elemento naturale. Per un viaggiatore consapevole, è un’occasione per riflettere sull’equilibrio fragile tra turismo e tutela ambientale.

El Quseir: memoria e mercati 

El Quseir è una delle città più antiche della costa del Mar Rosso. A differenza delle località nate quasi esclusivamente per il turismo, conserva una dimensione urbana autentica. Le sue case basse, la fortezza ottomana che domina il porto, le strade polverose che conducono al mare raccontano una storia di commerci e pellegrinaggi.

Il mare qui è limpido e la barriera corallina è facilmente raggiungibile dalla riva, ma l’esperienza più interessante è forse quella terrestre. Camminare nella città vecchia, entrare in una panetteria locale, parlare con gli abitanti – magari con l’aiuto di qualche parola di arabo imparata prima della partenza – permette di uscire dalla narrazione stereotipata del Mar Rosso come semplice paradiso balneare.

Le strutture ricettive sono meno numerose e più raccolte. Alcuni piccoli hotel sono stati ricavati da edifici storici restaurati con cura. È una destinazione adatta a chi cerca un equilibrio tra mare e cultura, lontano dalle folle.

Wadi el-Gemal: tra miniere e reef

Wadi el-Gemal National Park si estende per chilometri lungo la costa meridionale e verso l’interno desertico. È un’area protetta che comprende montagne, valli, isole e tratti di mare quasi incontaminati. Qui la presenza umana è minima, e l’impressione è quella di trovarsi in uno spazio primordiale.

Oltre ai reef, che attirano sub esperti in cerca di siti poco frequentati, il parco custodisce tracce di antiche miniere romane e percorsi carovanieri. Le comunità beduine che vivono nell’area mantengono tradizioni pastorali e una conoscenza profonda del territorio.

Visitare Wadi el-Gemal richiede organizzazione e spesso l’accompagnamento di una guida autorizzata. È un’esperienza che si allontana completamente dall’idea di vacanza standardizzata: qui si cammina, si osserva, si ascolta il vento. Per un viaggiatore italiano curioso, è forse una delle esperienze più intense che il Mar Rosso possa offrire.

Soma Bay: eleganza e sport

Soma Bay è una penisola a sud di Hurghada, conosciuta per i suoi resort di fascia alta e per le condizioni ideali per sport acquatici come kitesurf e windsurf. Potrebbe sembrare una destinazione esclusivamente legata al lusso, ma anche qui si può scegliere un approccio diverso.

Le lagune protette e le lunghe spiagge permettono di praticare sport in modo sicuro, con scuole gestite da istruttori qualificati. Alcune strutture hanno investito in programmi di sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale e collaborando con centri di ricerca marina.

Chi desidera unire comfort e consapevolezza può scegliere resort che adottano politiche eco-friendly e, al tempo stesso, dedicare tempo all’esplorazione dei dintorni, magari con escursioni in barca verso reef meno frequentati o visite ai villaggi dell’entroterra.

Dodici consigli e informazioni pratiche

C’è un Egitto che non è quello delle piramidi, dei templi faraonici o del Nilo lento e maestoso. È un Egitto che guarda a oriente, verso l’Arabia, sospeso tra altipiani desertici e un mare che sembra dipinto con una tavolozza irreale.

Il Mar Rosso egiziano non è soltanto una destinazione balneare: è una frontiera naturale e culturale dove si incontrano Africa e Medio Oriente, tradizioni beduine e modernità turistica, ecosistemi fragili e avventure contemporanee. È un territorio che può essere vissuto in modo superficiale, chiusi in un villaggio all inclusive, oppure esplorato con curiosità, lentezza e rispetto, scoprendone l’anima più autentica.

Il Mar Rosso egiziano può essere vissuto come una sequenza di giornate identiche tra buffet e animazione, oppure come un territorio da attraversare con rispetto e curiosità. Per un viaggiatore italiano, la chiave è informarsi, scegliere strutture che dialogano con il territorio, affidarsi a guide locali certificate, evitare pratiche dannose per la barriera corallina e aprirsi all’incontro con la cultura egiziana contemporanea.

In questo articolo abbiamo voluto mettere in luce una verità non sempre conosciuta dai viaggiatori: il Mar Rosso non è solo un mare. È un confine liquido tra mondi, un ecosistema prezioso e un laboratorio di convivenza tra turismo e natura. Sta al viaggiatore decidere se restarne spettatore o diventarne, per qualche giorno, parte consapevole. Di seguito indichiamo 12 consigli pratici e informazioni essenziali per il viaggio.

  1. Il periodo migliore per visitare il Mar Rosso va da ottobre ad aprile, quando le temperature sono più miti e l’umidità quasi assente.
  2. In estate il caldo può superare i 40 gradi, ma il mare è calmissimo e le strutture meno affollate.
  3. È consigliabile stipulare un’assicurazione sanitaria completa prima della partenza.
  4. L’acqua del rubinetto non è potabile: meglio consumare solo acqua imbottigliata.
  5. Per proteggere la barriera corallina è importante usare creme solari reef-safe e non toccare mai i coralli.
  6. I turisti italiani possono entrare in Egitto con Carta di Identità cartacea o elettronica valida per l’espatrio, oppure passaporto, che abbia una validità residua superiore ai 6 (sei) mesi; I documenti devono essere accompagnati da due foto formato tessera, necessarie per ottenere il visto che si richiede alle locali Autorità di frontiera all’arrivo nel Paese. In mancanza delle foto, con la presentazione della sola Carta d’Identità non viene rilasciato il visto di ingresso: si raccomanda, pertanto, di munirsi delle foto prima della partenza dall’Italia. Verificare sempre le disposizioni aggiornate sul sito Viaggiare Sicuri.
  7. La valuta locale è la lira egiziana, ma nelle zone turistiche sono accettati euro e carte di credito.
  8. È buona norma contrattare nei mercati, mantenendo sempre un atteggiamento cordiale.
  9. Per immersioni e snorkeling affidarsi a centri certificati e rispettare le indicazioni di sicurezza.
  10. Nel deserto è fondamentale portare acqua in abbondanza, cappello e protezione solare alta.
  11. Rispettare le tradizioni locali, soprattutto nei villaggi meno turistici, vestendo in modo sobrio fuori dalle spiagge.
  12. Scegliere strutture che collaborano con comunità locali e adottano pratiche sostenibili contribuisce a un turismo più responsabile.

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